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Genio In 21 Giorni Denuncia: “Atenei E Studenti In Crisi, Ecco Come Uscirne”

Genio In 21 Giorni Denuncia Atenei E Studenti In Crisi, Ecco Come Uscirne

Massimo De Donno, CEO e Founder di Genio in 21 Giorni, denuncia i problemi dell’attuale sistema universitario: “Ecco come aiutare atenei e studenti in crisi”.

Cosa sta succedendo: lo stato dell’istruzione ai tempi della pandemia

L’emergenza della pandemia e le conseguenti chiusure di scuole ed atenei stanno generando grandi falle nell’apprendimento. Tendenzialmente, il dibattito nazionale sulla scuola si è centrato sulla situazione e sulle problematiche degli studenti di elementari, medie e superiori (anche in tema di cybersecurity), lasciando ai margine le categorie che si pongono ai due poli opposti: i bambini che frequentano gli asili e i giovani che frequentano le università. Se nel caso dei primi il problema non si pone tanto rispetto all’apprendimento quanto rispetto alla socializzazione, i secondi sono stati improvvisamente privati del diritto allo studio

Come fa notare il Dott. Massimo De Donno, ideatore del metodo Genio in 21 giorni:

A fine pandemia, oltre che per le eventuali lacune scolastiche, il problema di questi ragazzi si misurerà in termini di mancato sviluppo di quelle skills che solo le relazioni personali possono aiutare a sviluppare”.

Per recuperare quello che in questo anno si è perso sarà quanto mai fondamentale rimodulare il sistema scolastico e, in primis, la didattica

Genio in 21 giorni lavora già da anni in questa direzione, proponendo agli studenti un metodo personalizzato, “sartoriale”, come lo definisce De Donno sul suo sito. Un tale modello, costruito sulla base dello stile cognitivo di ogni studente, dovrebbe essere adottato anche dall’istituzione scolastica nel suo complesso, mentre l’errore sta nel supporre che esista un unico metodo di studio valido per tutti, spesso basato banalmente sulla tecnica del “leggi e ripeti”. 

Studiare bene è una scienza, non un’arte, e come tale segue delle regole ben precise, la cui efficacia è indiscutibile; se poi esse trovano la loro pratica applicazione nell’ambito di un metodo di studio personalizzato, il risultato è un set di strumenti in grado di aiutare gli studenti a superare anche gli ostacoli più sfidanti, permettendogli di migliorare di gran lunga le loro performance scolastiche.”

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La situazione delle università italiane

Catapultati in una situazione che gli richiedeva una gran dose di responsabilità e impegno, gli universitari si sono visti abbandonati dalle istituzioni e si sono di colpo ritrovati a dover fare a meno di molti servizi offerti dagli atenei. La denuncia di “Genio in 21 giorni”, quindi, si somma a quella di altre imprese e associazioni che lavorano nell’ambito dell’istruzione: l’università italiana è in crisi.

La crisi, però, non riguarda i numeri in entrata. Le iscrizioni, infatti, sono aumentate in tutta la penisola, contro qualunque previsione. Gli atenei italiani hanno registrato un incremento del +7%, con un parallelo decentramento a favore delle università più piccole di Centro e Sud Italia. L’Università della Tuscia, per esempio, ha visto un’impennata del numero degli iscritti, cresciuti di oltre 56 punti percentuali, stesso discorso per l’Università di Perugia, +35,2%.

È pur vero che, a livello europeo, come riportano i dati Eurostat, l’Italia si colloca al penultimo posto nella classifica che misura la percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni che ha completato gli studi di istruzione terziaria. Nel nostro Paese solo il 27,6%, contro la media europea di 41,6%

Dov’è il problema? 

Se la percentuale di iscrizioni universitarie è alto (e in aumento) ma la percentuale di laureati è ben al di sotto della media europea, il problema sta nel mezzo. E il problema ha il nome di “rinuncia agli studi”. Per molti studenti, in maggioranza uomini, l’abbandono è motivato dal desiderio di entrare quanto prima nel mondo del lavoro. Per altri la decisione è dettata da problemi economici, e in questo caso sono più le donne. Un’ulteriore motivazione che tocca trasversalmente uomini e donne, è legata alle difficoltà incontrate nello studio

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Proprio a partire da quest’ultimo aspetto parte la riflessione di Massimo De Donno:

“Ho conosciuto molti ragazzi e ragazze che decidevano di non concludere gli studi per un solo esame che proprio non riuscivano a superare, nonostante le nottate in bianco passate sui libri. All’epoca ero anch’io uno studente universitario, quindi mi chiedevo semplicemente quale fosse il problema, senza essere in grado di trovarvi anche una soluzione. Crescendo ho sentito che quella dovesse essere la mia mission: capire il problema e proporre non una soluzione, ma tante, diverse soluzioni che potessero far reinnamorare le persone dello studio”.

Da questa considerazione, De Donno ha elaborato il metodo che ora è alla base di “Genio in 21 giorni”. Il suo metodo innovativo mira a costruire nello studente un modello di apprendimento che stimola la comprensione e, parallelamente, accorcia i tempi di studio. L’organizzazione del lavoro è, in questo senso, un tassello fondamentale per arrivare al risultato finale che mira anche ad agire su un altro fattore problematico: lo stress da studio. Un metodo così strutturato si propone di aiutare gli studenti universitari anche in prospettiva del loro avvicinamento al mondo del lavoro. 

Di fatto, quanto appreso all’università dovrebbe poi essere naturalmente sfruttato anche in ambito lavorativo, e questo non vale solo per le conoscenze, ma anche per le competenze. Si tratta, cioè, di potenziare le cosiddette soft skills, una combinazione di abilità delle persone, abilità sociali, capacità di comunicazione, tratti caratteriali o della personalità, atteggiamenti e mentalità, utili per gestire le relazioni sociali e professionali e affermarsi più velocemente nella propria carriera.

“Per tutti i giovani che hanno capito l’importanza di formarsi, di crescere e migliorare, abbiamo attivato un progetto di grande valore per acquisire ciò che la scuola non insegna ma è fondamentale per affrontare il mondo di oggi e per realizzare i propri progetti: le Soft Skills. Costruire e far crescere un’azienda con centinaia di collaboratori, decine di sedi, che fa corsi in 12 Paesi nel mondo non è una cosa che si impara a scuola o che leggi sui libri. Piuttosto è il risultato di un grandissimo lavoro di squadra, di problem solving, di gestione degli stati d’animo improduttivi e di tante altre abilità che negli anni abbiamo imparato e insegnato ai nostri collaboratori. In sostanza abbiamo aperto la possibilità di seguire la formazione che dedichiamo ai nostri collaboratori a chiunque, al solo costo del materiale didattico, una rivista mensile che raccoglie contenuti inediti prodotti da me e dagli istruttori del corso Genio in 21 giorni. Sono oltre 60 le aziende italiane che contribuiscono ad aggiungere valore come partner sostenitori del progetto, mettendo a disposizione i propri titolari, gli amministratori delegati e altre figure apicali, che attraverso webinar live gratuiti, trasmettono ai giovani le abilità e competenze che fanno la differenza nel mondo del lavoro. Ma non solo: offrono occasioni di stage e propongono i loro annunci di lavoro, consapevoli di pescare futuri collaboratori in un vivaio composto da giovani che hanno imparato a imparare e si formano per acquisire quelle attitudini per cui le aziende selezionano. Oggi la Soft Skills Academy ha gemmato due ulteriori declinazioni: conta anche un gruppo di circa cento insegnanti e di 300 professionisti– aggiunge De Donno.

La soluzione

Il problema di mantenere dei buoni profitti a scuola come all’università, si è acuito durante la pandemia, a causa delle difficoltà riscontrate da molti nella nuova modalità di didattica a distanza. Come osserva Massimo De Donno:

“Le scuole e le università hanno fatto il possibile per avviare e portare avanti la DaD nella maniera più efficiente possibile, è un impegno che gli va certamente riconosciuto. Noi, con Genio in 21 giorni, da anni collaboriamo al fianco degli istituti scolastici, e abbiamo potuto toccare con mano questa realtà anche durante la pandemia. In questo periodo, proprio per le difficoltà oggettive che andavano a sommarsi a quelle del singolo studente, le richieste di aiuto da parte delle scuole o dei genitori sono aumentate e noi siamo stati lieti di poter guidare centinaia di studenti nel loro cammino verso il diploma”.

Le difficoltà oggettive sono quelle legate a determinate materie, nelle quali si sono riscontrate, su larga scala, maggiori problematicità. Si tratta, come fa notare Massimo, di quelle discipline che prevedono, tra i loro metodi di insegnamento, metodi laboratoriali, come la matematica

“Il discorso è che nelle aule universitarie il dibattito e la discussione sono due momenti fondamentali perché generano spunti di riflessione nei ragazzi. Per questo, anche a distanza, Genio in 21 giorni ha lavorato su un doppio binario, che permettesse allo studente di procedere nel suo percorso di studi, senza rinunciare a quel proficuo momento di condivisione che crea il dibattito”. 

Per questo “Genio in 21 giorni” mette a disposizione una serie di strumenti che, congiunti, garantiscono un’esperienza di apprendimento unica e ben bilanciata:

  • Da un lato, l’insegnamento singolo, a tu per tu, tra lo studente e il tutor. In questa fase si costruisce il metodo personalizzato che differenzia “Genio in 21 giorni” dagli altri corsi: il tutor segue lo studente passo passo nella costruzione di un modello di apprendimento che si adatti al meglio alle sue esigenze. In questa fase lo studente riceve costanti stimoli e feedback.
  • Nelle aule virtuali e nel Gruppo Facebook, invece, ci si potrà trovare con altri studenti e condividere la propria esperienza o discutere su temi di comune interesse. Il vantaggio di questi strumenti è che non si è costretti ai vincoli temporali che dettano le lezioni online. 

Il metodo “Genio in 21 Giorni” ha aiutato 50.000 studenti a risolvere i problemi legati all’apprendimento, qui puoi leggere tutte le loro testimonianze. Questo successo ha permesso di aprire 16 centri in tutto il mondo (Svizzera, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti), che sono andati ad aggiungersi ai 34 presenti in Italia

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Conclusioni: perché scegliere il metodo Genio in 21 giorni e diffidare dalle imitazioni

È ormai acclarato che esistano diversi tipi di intelligenza. Per questo è importante fondare l’apprendimento su metodi differenziati: se le cose ti vengono spiegate secondo il tipo di intelligenza che meglio ti rappresenta, allora potrai imparare, al contrario farai molta difficoltà investendo inutilmente in tempo e stress. 

Molti studenti arrivano all’università convinti che esista un unico metodo di studio, quello che si portano avanti dalle elementari e non hanno mai pensato di cambiare. Non c’è niente di più sbagliato. Come viene ben spiegato sulla pagina di Genio in 21 giorni, ci sono delle cose che tu, studente, dovresti sapere prima di approcciarti al meraviglioso mondo dell’università:

  • il metodo di studio delle superiori non è applicabile all’università, al contrario, questo finirebbe per richiederti un grande sforzo senza ottenere però buoni risultati;
  • hai bisogno di un metodo specifico che ti consenta di procedere negli studi universitari senza perdere il controllo della tua vita;
  • questo metodo di studio deve adattarsi alle tue caratteristiche cognitive.

Per saperne di più, visita il sito web di Genio in 21 giorni e prenota la tua prima lezione di prova gratuita.

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